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Come Speranza scansò la sospensione dei vaccini – Parte 18 min lettura

Perché il ministro Speranza ha impugnato la sentenza sull'esistenza di cure alternative?

Il giudizio sull’esistenza di cure alternative che avrebbe sospeso le autorizzazioni ai vaccini.

(Aggiornato il 01/06/2021)
La seconda parte di questo articolo, su conflitti di interesse, corruzione, funzionamento e personaggi di EMA e AIFA, agenzie del farmaco e CTS, si trova qui.
Perché il ministro Speranza ha impugnato davanti al Consiglio di Stato la sentenza del TAR del Lazio sulle cure domiciliari pre-ricovero (nota meglio come vicenda “tachipirina e vigile attesa”)? Sembra veramente strano!
Ecco il motivo e le fonti: il vaccino sperimentale (lo sono tutti fino al 2023) può essere autorizzato solo se non esistono cure alternative. Se esistono valide cure, il Comitato deve revocare autorizzazione come prescritto all’Art.4 Comma C del Regolamento (CE) n. 507/2006 della Commissione delle Comunità Europee del 29 marzo 2006:
Anche la FDA americana, l’analogo dell’EMA e dell’AIFA, riconosce questo stesso principio, come si legge al punto III ultimo comma del documento “Emergency Use Authorization for
Vaccines to Prevent COVID-19”:
QUINDI: se ci fosse stata la sentenza definitiva sull’esistenza un protocollo di cura, avrebbero dovuto IMMEDIATAMENTE sospendere le autorizzazioni ai vaccini.

Il ricorso del ministro Speranza contro la sentenza del TAR

Il rapido ricorso di Speranza al Consiglio di Stato (fonte 3), ha annullato la delibera del 04/03/2021 con cui il TAR del Lazio aveva riconosciuto l’esistenza di cure alternative.
Il Consiglio di Stato si è pronunciato a tal proposito in Sede Giurisdizionale, attraverso la Sezione Terza, il 23 aprile 2021, ripristinando i vaccini come unica cura possibile contro il Covid19.
Grazie all’impegno dell’avvocato Erich Grimaldi, e della collega Valentina Piraino, contro il Ministero della Salute e l’AIFA, il TAR del Lazio aveva riconosciuto ai medici la facoltà di scegliere autonomamente i farmaci più indicati «secondo scienza e coscienza», consentendo il trattamento a domicilio dei pazienti covid nella fase precoce (a fine articolo trovate il link al sito di Erich Grimaldi).

I medici avrebbero potuto curare secondo i risultati scientifici

Se la sentenza del TAR fosse passata in giudicato, i medici, quindi, non sarebbero più stati obbligati a seguire il discusso protocollo di cura dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, emesso il 9 dicembre 2020, che prescriveva unicamente impiego di fans, paracetamolo e vigile attesa (“Principi di gestione dei casi di Covid-19 nel setting domiciliare”).
Il diritto alla cura, ricordiamo, è sancito dalla Costituzione. Il Comitato Cura Domiciliare Covid 19, presieduto dall’avvocato Erich Grimaldi…

“in un anno ha raccolto evidenze scientifiche sulle cure precoci domiciliari dagli oltre mille medici del Comitato stesso”

Non sono competente in medicina e non fornisco nessuna indicazione medica da seguire. Mi limito a segnalare, per chi volesse approfondire, che diverse fonti riportano quanto sintetizzato nella seguente citazione del sito r2020.it (fonte 5):

“(…) esistono cure alternative la cui efficacia per la cura del virus Covid-19 è ormai ampiamente dimostrata (ancorché le autorità facciano di tutto per negare e tacitare ciò) e che i vaccini sono in fase sperimentale e si stiano verificando numerosi casi di reazioni avverse anche gravi se non addirittura letali.”

I medici che ritengono erroneo l’utilizzo del paracetamolo (tachipirina), tirano in ballo la connessione di questo principio attivo con il Glutatione (un antiossidante) e con l’infiammazione. Sul web ci sono molte informazioni sul rapporto fra questi 3 elementi, perché in medicina sono vecchie acquisizioni.
Vorrei citare il dottor Andrea Stramezzi, in un articolo su affaritaliani.it (fonte 6) ha affermato che:

“Le terapie precoci funzionano. Il tempismo è fondamentale. Si deve intervenire immediatamente con l’antinfiammatorio. Da evitare la tachipirina che non è un antinfiammatorio e abbassa i livelli di Glutatione, fondamentali per proteggersi dal Covid…”. Il dottor Stramezzi in tale sede cita anche il sito del Comitato Cura Domiciliare Covid 19

Il ritorno alla normalità

In questo articolo di r2020.it (fonte 7) è riportato che:

“L’analisi matematica e statistica del prof.re Mamone Capria mette in luce l’inconsistenza di qualsiasi fondamento scientifico a supporto della tesi per cui, vaccinandosi, i singoli e la collettività si assicurerebbero un futuro sanitario sereno e un ritorno a una normale socialità…”

Se esistessero cure alternative valide domiciliari, nella fase precoce del covid:
  • Si eviterebbe l’aggravamento del malato e pericolose complicazioni.
  • Si ridurrebbe l’intasamento degli ospedali.
  • Diminuirebbe il numero dei morti
  • Si potrebbe tornare ad una vita sociale e lavorativa più normale.
  • Migliorerebbe l’economia delle imprese e delle famiglie.
Il comportamento del ministro Speranza e delle istituzioni non ha senso.

Il comunicato del Comitato di Cura Domiciliare

L’avvocato Erich Grimaldi ha chiesto chiarimenti a Speranza sul ripristino del protocollo AIFA “paracetamolo e vigile attesa” come unica strada da seguire nella cura domiciliare. A tal proposito, romadailynews.it (fonte 8) riporta alcuni passi del comunicato del Comitato Cura Domiciliare Covid 19:

“Il Senato della Repubblica Italiana, l’8 aprile scorso, ha espresso – ricorda un comunicato del Comitato Cura Domiciliare Covid 19 – con votazione praticamente unanime la necessità di impegnare il Governo per istituire un tavolo di lavoro per la revisione delle linee guida nazionali per la cura domiciliare precoce”

“Le fondamenta di questa tipologia di cura, continua il comunicato, in special modo durante una pandemia, sono sostanzialmente due:
– La libertà dei medici di fare riferimento alla propria esperienza e formazione per curare i pazienti in “scienza e coscienza”, con libertà prescrittiva dei farmaci ritenuti più efficaci.
– La necessità di agire tempestivamente, ovvero entro le prime 72 ore, differentemente dalla “vigile attesa con Paracetamolo””

“(…) lascia senza parole il ricorso in appello presentato al Consiglio di Stato da parte del Ministero della Salute e di AIFA, notificato il 6 aprile, contro la decisione del TAR del Lazio di sospendere la nota del 9 dicembre 2020”

“I giudici amministrativi – ricorda il Comitato nel comunicato – hanno riconosciuto, con la loro decisione del 7 marzo scorso, “il ricorso fondato in relazione alla richiesta dei medici di far valere il proprio diritto/dovere, avente giuridica rilevanza in sede sia civile che penale, di prescrivere i farmaci che ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza e che non può essere compresso nell’ottica di un’attesa, potenzialmente pregiudizievole”

“(…) Anche alla luce – continua il comunicato – del voto sostanzialmente unanime del Senato in favore dell’istituzione del tavolo di lavoro per favorire la cura domiciliare e gli obiettivi del Comitato, i cui benefici sono ormai chiari a tutti, rimane da capire il Ministero della Salute chi rappresenti e, soprattutto, sulla base delle indicazioni di chi e di quale ente scientifico propone un ricorso di fatto contrastando la chiara manifestazione di volontà del Senato.”

Dichiarazioni di Francesca Benevento

L’ex M5s Francesca Benevento attacca pubblicamente i ministri Roberto Speranza (ministro della Salute) e Vittorio Colao (ministro alla Transizione Digitale), anche su Facebook: “Speranza e Colao rispondono agli ordini della McKinsey, quelli che hanno creato la dittatura sanitaria in Israele, e ora vogliono fare lo stesso qui” (fonte 9) poi la Consigliera aggiunge: “Il vaccino è illegale perché le cure esistono ed il Comitato scientifico è chiamato a ritirare il vaccino secondo il regolamento dell’UE 507/2006. Un vaccino può essere ammesso solo se non esistono cure alternative e come sappiamo e lo hanno dichiarato i medici facendo ricorso al protocollo di Speranza le cure esistono e sono molteplici” (fonte 9b).

Aggiornamento del 1 giugno 2021:

In questo video sul suo canale, Massimo Mazzucco riporta le seguenti cure alternative, per le fasi precoci della malattia, anche a livello domiciliare, che a suo dire andrebbero approfondite e non affossate e osteggiate:

vitamina C,

vitamina D,

plasma sieroterapia dott. De Donno,

lattoferrina,

cortisone,

quercetina,

oznoterapia,

adenosina,

ivermectina,

idrossiclorochina.

Le riporto per completezza del discorso.

Nuovi approfondimenti:

Fine della prima parte dell’articolo. La seconda parte di questo articolo, su conflitti di interesse, corruzione, funzionamento e personaggi di EMA e AIFA, agenzie del farmaco e CTS, si trova qui..

Fonti, riferimenti, approfondimenti, link

Documento dell’ordinanza del TAR del Lazio contro il protocollo dell’AIFA

Sentenza del TAR contro AIFA
Sentenza del TAR contro AIFA
Sentenza del TAR contro AIFA
Sentenza del TAR contro AIFA
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