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Come Speranza scansò la sospensione dei vaccini – Parte 211 min lettura

Il teatrino dell'EMA e dell'AIFA

Il teatrino di controllori, controllati e conflitti di interesse

La prima parte di questo articolo, che parlava del Regolamento europeo che vietava i vaccini in caso di esistenza di cure alternative, citava il Comitato Cura Domiciliare e le cure disponibili, si trova qui.

Da chi è composto il Comitato Tecnico Scientifico che guida le scelte del Governo?

Il CTS, Comitato Tecnico Scientifico, indica al Governo se aprire o chiudere una regione, se aprire o chiudere le scuole, a che ora deve iniziare il coprifuoco, ecc.
Come riporta anche Massimo Mazzucco su “Luogocomune2” ( in questo servizio video, e in questo sito):
“Il CTS è composto principalmente dai pezzi grossi della Sanità italiana, tutti legati ai colossi farmaceutici”, fra cui:
  • Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità,
  • Giuseppe Ruocco, Segretario Generale del Ministero della Salute,
  • Nicola Magrini, Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA),
  • Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della Salute,
  • Andrea Urbani, Direttore della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute,
  • Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria
Massimo Mazzucco continua [ in questo servizio video, e in questo sito):
“Fino a poco fa, tra i membri c’erano anche Raniero Guerra, attualmente indagato sulla gestione del piano pandemico, e Walter Ricciardi, che 2 anni fa dovette dimettersi da Direttore dell’Istituto Superiore di Sanità dopo che emersero i suoi conflitti di interesse con le case farmaceutiche”.

Come sono composte le Agenzie del Farmaco EMA e AIFA?

1. L’EMA

L’EMA, come anche l’AIFA, ha il potere e l’autorità di autorizzare o proibire i farmaci da mettere sul mercato. A livello europeo l’agenzia del farmaco è l’EMA, Agenzia Europea del Farmaco, e “garantisce la valutazione scientifica, la supervisione e il controllo della sicurezza dei medicinali per uso umano e veterinario nell’UE” (fonte ).
Purtroppo, l’EMA è composta da una gran quantità di personalità provenienti dall’industria farmaceutica (col “meccanismo delle porte girevoli”).
In questo blog ho già ricordato chi è la Direttrice Esecutiva dell’EMA: Emer Cooke. Ecco due pagine essenziali su di lei: www.who.int (inglese)   en.wikipedia.org (inglese). Fra i punti di rilievo, ricordo solo che è stata per 8 anni (dal 1991 al 1998) una componente del consiglio di amministrazione della lobby europea dell’industria farmaceutica, la EIPFA, “European Federation o Pharmaceutical Industries and Associations”. È la lobby dei “Big 30” dell’industria farmaceutica, che include le stesse industrie produttrici dei vaccini, quali Pfizer, AstraZeneca, Novartis, and Johnson & Johnson (vedi qui 1: www.ots.at). Anche prima di entrare nell’EIPFA, Emer Cooke ha occupato fin dal 1985 varie posizioni nell’industria farmaceutica.
Emer Cooke, direttrice esecutiva dell'EMA
Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’EMA
In una conferenza stampa del 16 marzo 2021, Emer Cooke ha annunciato indagini in corso sugli effetti collaterali del vaccino COVID-19 di Oxford-AstraZeneca. Cooke ha avuto il coraggio, dalla sua posizione di conflitto, di dire che “l’EMA resta “fermamente convinta” che i benefici del vaccino superino i rischi di effetti collaterali” (si veda qui: www.theguardian.com   e qui: www.euronews.com).
Il 1° aprile 2021, durante una sessione del Parlamento austriaco, un suo membro, Gerald Hauser (si veda qui: en.wikipedia.org) ha criticato il vistoso conflitto di interessi di Emer Cooke sostenendo l’incompatibilità della sua carica con la sua storia personale (si veda qui 2: www.ots.at ,   qui: www.epochtimes.de ,   e questo video: youtube.com).
L’EMA ha il compito di approvare tutti i vaccini che dobbiamo usare, ma, come certificato sul sito istituzionale europeo di tale Agenzia: https://www.ema.europa.eu/en/about-us/how-we-work/governance-documents/funding , è finanziata al 14% dall’Unione Europea e per tutto il restante 86% dalle case farmaceutiche sotto forma di licenze per i farmaci:
Sito ufficiale dell'EMA, con indicazioni sulle fonti finanziarie
Sito ufficiale dell’EMA, con indicazioni sulle fonti finanziarie
ingrandimento della pagina del sito ufficiale dell'EMA, con l'origine dei finanziamenti
Ingrandimento della pagina del sito ufficiale dell’EMA, con l’origine dei finanziamenti
Questo significa che l’Agenzia che dovrebbe controllare i farmaci da mettere sul mercato è controllata economicamente da chi produce i farmaci (all’86%): il controllato che controlla il controllore.
Obiezione per neutralizzare la possibilità di una influenza decisionale sull’EMA da parte di chi la sostiene finanziariamente, potrebbe essere una filosofia usata anche in Italia, secondo cui, facendo finanziare tale istituzione in maniera uguale da tutti coloro che dovrebbero essere controllati da essa, favorirebbe da un lato la sua indipendenza dalla politica, e dall’altro una valutazione equa, per la concorrenza commerciale, dei prodotti delle varie multinazionali del farmaco.
A questo argomento si risponde facilmente che se si voleva garantire l’indipendenza dalla politica, si poteva contemporaneamente evitare, in un qualsiasi modo, di creare una nuova dipendenza da parte degli stessi controllati. Questo appare come un peggioramento della situazione iniziale.
Al secondo aspetto dell’obiezione sollevata, quello di favorire una concorrenza commerciale equa, la questione è ancora più grave e manca del tutto il nocciolo del problema. Infatti esso non consiste, nell’attuale contingenza, nel permettere o meno una corretta concorrenza fra differenti produttori di vaccini covid, ma nella possibilità, più fondamentale, di dare spazio a soluzioni curative completamente alternative ai vaccini. Non ci interessa scegliere fra i vari vaccini, ma fra i vaccini ed eventuali altre medicine, almeno nella fase precoce della malattia. L’obiezione tenta di spostare l’argomento iniziale del discorso.
In 20 anni L’EMA ha autorizzato la vendita di 975 farmaci. Ma quanti sono stati quelli rifiutati? 2000? 1000? 500? No. Sono stati solo 5! (si veda qui 1: www.italiaoggi.it )
Dopo la Brexit, l’EMA è stata condannata a pagare un minimo di 470 milioni di euro per l’affitto degli uffici della sua precedente sede in Gran Bretagna. Questo importo è molto superiore a quanto annualmente possa spendere sommando tutte le sue attività. E ricadrà sui cittadini. (si veda qui 2: www.italiaoggi.it )
Guido Rasi, da ex-direttore dell'AIFA a direttore dell'EMA
Guido Rasi, da ex-direttore dell’AIFA a direttore dell’EMA
Dal 2011 al 2014, il direttore esecutivo dell’EMA fu l’italiano Guido Rasi (nella foto), poi obbligato a dimettersi, poiché il tribunale dell’UE riscontrò conflitti di interessi nella fase di preselezione della sua elezione. Infatti, come riportato in questo articolo (clicca qui), nel 2010 i membri del consiglio di amministrazione dell’EMA avevano presenziato nel comitato di preselezione della Commissione Europea. Il conflitto di interessi era ancora peggiore, ha stabilito il Tribunale, perché due membri del consiglio di amministrazione di 35 persone dell’EMA hanno presentato domanda per la posizione nel 2010, incluso l’allora presidente del consiglio di amministrazione (si veda qui: www.politico.eu ). Eppure pensavo che il conflitto d’interessi non fosse una preoccupazione in campo sanitario! Precedentemente, nel 2008, Guido Rasi divenne Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco dopo essere stato membro del suo consiglio di amministrazione dal 2004.
Come evidenziato dal giornale Il Tempo il 31 maggio 2021 ( si veda qui: www.iltempo.it), l’associazione “Doctors for Covid ethics” (Medici per l’etica Covid), rappresentata da scienziati e professori universitari provenienti da tutto il mondo, accusa senza mezze misure l’EMA in due lettere di aprile. Si tratta di un triplice attacco alla già citata conflittuale direttrice dell’Agenzia Emer Cooke, alla illustrissima Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. In poche parole, i medici, epidemiologi, infettivologi di tutto il mondo segnalano i “pesantissimi effetti collaterali dei vaccini“, riferendosi non solo ad Astrazeneca, ma anche “Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson”. Inoltre denunciano che il numero di morti pubblicamente ammesso, sia molto inferiore alla realtà, come le reazioni avverse e la loro intensità. Infine accusano senza mezzi termini l’EMA di essere asservita alle multinazionali farmaceutiche e di ignorare in modo sprezzante la sicurezza di questi farmaci sperimentali.

2. L’AIFA

L’Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA, segue le direttive dell’EMA, occupandosi di aprrovazione dei farmaci e prezzi.
Come sopra ricordato, nel 2008 il Direttore Generale dell’AIFA divenne Guido Rasi, che nel 2011 passò come Direttore Esecutivo all’EMA, poi costretto a dimettersi. Si tratta sempre degli stessi nomi.
In estrema sintesi la struttura e i nomi dei componenti dell’AIFA è la seguente:
Il Direttore Generale dell’AIFA è Nicola Magrini.

Consiglio di Amministrazione dell’AIFA

  • Giorgio Palù – Presidente
  • Renato Bernardini – Consigliere
  • Massimiliano Abruzzese – Consigliere
  • Davide Carlo Caparini – Consigliere
  • Antonio Brambilla – Consigliere
  • Collegio dei Revisori dei Conti dell’AIFA
  • Roberto Nicolò – Presidente
  • Davide Maggi – Componente
  • Vincenzo Simone – Componente

Organismo Indipendente di Valutazione dell’AIFA

L’Organismo indipendente di valutazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco risulta così composto:
  • Sergio Basile – Presidente
  • Laura De Rentiis – Componente
  • Alberto Manfredi Selvaggi – Componente
L’Organismo, dopo approvazione del Dipartimento della Funzione Pubblica, opera in base al decr. legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 ed all’art. 6, comma 1, del decr. legislativo 30 luglio 1999, n. 286. Inoltre si occupa di misurare l’efficienza dei dirigenti dell’AIFA.
L’AIFA decide Il prezzo dei farmaci forniti al Servizio Sanitario Nazionale, ma in modo completamente occulto, ovvero al pubblico non è assolutamente dato sapere alcunché riguardo a questo prezzo. Questo è possibile in virtù di un contratto con le case farmaceutiche (uno per ogni nazione), che impedisce di applicare un unico prezzo per uno stesso farmaco. La cosa assurda è che perfino in Europa, dove è condivisa una stessa moneta, non è consentito imporre un unico prezzo per un prodotto che è sempre identico. Questo trucco permette di incrementare i profitti delle industrie farmaceutiche. (vedi qui 3: www.italiaoggi.it )
L’AIFA riceve finanziamenti dalle case farmaceutiche, ad esempio si legga quanto riporto dalla Nota illustrativa al CCC_2020.pdf pubblicata qui ( Nota Illustrativa www.aifa.gov.it ), a pag.5, alla voce “I – Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa II – Tributi III – Imposte, tasse e proventi assimilati ”, si legge che nel 2020 l’Agenzia ha incassato, dalle aziende farmaceutiche, ai sensi della lett. d) c. 10 art. 17 D.L.98/2011, per ciascuna autorizzazione all’immissione in commercio, la somma di euro 12.953.212. Poco più sotto, alla voce “I – Trasferimenti correnti”, sottoparagrafo “III – Trasferimenti correnti da imprese” si legge:
«Nei trasferimenti correnti da imprese trovano allocazione le risorse di cui all’art. 48, comma 18, della legge 326/03, che sono relative al versamento, da parte delle aziende farmaceutiche, di un contributo pari al 5% dell’ammontare complessivo della spesa sostenuta nell’anno precedente per le attività di promozione al netto delle spese per il personale addetto ed autocertificata dalle stesse aziende. Per l’esercizio 2020 tali trasferimenti ammontano ad euro 32.607.238.
A pag.6, alla voce “I – Entrate extratributarie II – Vendita di beni e servizi e proventi derivanti dalla gestione dei beni III – Vendita di servizi”, troviamo scritto:

«- per introiti di cui all’art. 48, comma 8, lett. b) della legge 326/03 relativi alla maggiorazione del 20% delle tariffe di cui all’art. 5, comma 12, della legge 407/90 dovute dalle aziende farmaceutiche per le domande di autorizzazione o modifica all’immissione in commercio di specialità medicinali e per le altre attività regolatorie di competenza dell’Agenzia per euro 20.221.426; »

«- per versamenti effettuati delle aziende farmaceutiche ai sensi dell’art. 124 del D.lgs. n. 219/2006 a titolo di tariffa per il rilascio delle autorizzazioni ad effettuare convegni e congressi per euro 12.435.477

Quindi, sommando i solo i 4 importi sopra riportati, nel 2020 l’AIFA avrebbe incassato già un totale di 78.217.353 euro, da parte delle stesse industrie farmaceutiche che dovrebbe controllare. Per le obiezioni si vedano i commenti ai finanziamenti dell’EMA più sopra. Non sono un contabile e potrebbero anche esserci altre somme non conteggiate, siccome non ho fatto in tempo a leggere tutti i documenti. Alcuni anni fa il bilancio complessivo dell’AIFA ammontava a 81,7 milioni di euro (2015).
In quest’altra pagina del sito istituzionale dell’AIFA, l’Agenzia precisa alcuni dettagli sui complessivi 27,5 milioni di euro erogati a Glaxo:

https://www.aifa.gov.it/-/precisazione-aifa-su-finanziamenti-glaxo

Nicola Magrini dell'AIFA, e Lilli Gruber, su LA7
Nicola Magrini dell’AIFA, e Lilli Gruber, su LA7
Nicola Magrini, attuale Direttore Generale dell’ AIFA e membro del Comitato Tecnico Scientifico del Governo, nel 2014 diventò segretario del comitato per i farmaci di base dell’OMS, come si legge nel suo Curriculum:
Secretary, WHO Essential Medicines List, Policy, Access and Use Team, Department of Essential Medicines and Health Products (EMP/PAU) World Health Organization Geneva, Switzerland
Negli anni successivi ha ricoperto varie altre cariche sempre nell’OMS.
Come già ho scritto nell’articolo Teorie complottiste di Luc Montagnier, Giorgio Palù, direttore dell’AIFA, ha capovolto la sua opinione su pandemia e relative strategie, più o meno a partire da dicembre, quando ha ricevuto la nomina di Presidente dell’AIFA (fonte: ansa.it). In questo stesso mio blog ho riportato opinioni di Giorgio Palù inizialmente controcorrente, rispetto agli scienziati italiani e al regime propagandistico. Documentato da vari video online. Se invece lo si ascolta adesso dice tutto l’opposto.
Questa è la fine della seconda parte dell’articolo su come Speranza scampò il divieto dei vaccini. Per mancanza di tempo, mi scuso di non riportare un elenco finale separato con tutti i link soprastanti.
Seguirà una breve, terza e ultima parte di questo articolo, su Speranza, sul Consiglio di Stato, e su Franco Frattini.
La prima parte di questo articolo, che parlava del Regolamento europeo che vietava i vaccini in caso di esistenza di cure alternative, citava il Comitato Cura Domiciliare e le cure disponibili, si trova qui.
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